L’esposizione a raggi UV e i rischi.
I rischi per la salute, in particolare per quella della pelle, connessi all’esposizione ai raggi ultravioletti (raggi UV) sono da anni oggetto di studio e valutazione. L’esposizione incontrollata può comportare, sia in caso di esposizione solare naturale, sia in caso di esposizione a fonti artificiali quali i solarium dei centri estetici, l’insorgere di malattie della pelle, tra cui i tumori.
Il rischio varia in base a differenti fattori: dosi di raggi assorbiti, tipo e tempo di esposizione, fototipo, età del soggetto, con un rischio maggiore per l’età infantile e adolescenziale.
Esporsi ai raggi UV aumenta il rischio di sviluppare un melanoma, marcatamente negli individui a fototipo basso, cioè con pelle chiara.
Tra le sorgenti di raggi UV legate allo sviluppo di melanoma sono da ricordare i lettini abbronzanti; diversi sono gli studi pubblicati che evidenziano un significativo aumento del rischio di melanoma, carcinomi basocellulari, carcinomi squamocellulari, cheratosi attiniche e altre neoplasie. Nei soggetti che fanno uso di lampade e/o lettini per l’abbronzatura il rischio è maggiore se l’esposizione avviene in giovane età. Questi dati supportano infatti le indicazioni della IARC – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, secondo cui fonti artificiali di raggi UV quali lampade e/o lettini per l’abbronzatura sono cancerogeni per l’uomo (soprattutto al di sotto dei 30 anni di età).

Il melanoma.
Il melanoma è una neoplasia maligna che origina dai melanociti della cute e delle mucose, ossia dalle cellule che producono la melanina. È una neoplasia molto pericolosa, non raramente letale.
Nel 2018 in Italia erano attesi circa 13.700 nuovi casi di melanoma della cute, 7.200 tra gli uomini e 6.500 tra le donne. Per quanto riguarda le fasce di età, il melanoma rappresenta il 9% dei tumori giovanili negli uomini (seconda neoplasia più frequente) e il 7% nelle donne (terza neoplasia più frequente). Il trend di incidenza appare in aumento, statisticamente significativo, sia negli uomini (+3,4% per anno) sia nelle donne (+2,0% per anno).


Che cosa fa l’ASLTO3.

Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP), struttura del Dipartimento di Prevenzione dell’ASLTO3, è attivo in diversi ambiti d’intervento, sia per promuovere comportamenti salutogenici sia per contrastare attività potenzialmente patogene.
Nell’ambito della promozione della salute, il SISP organizza interventi di educazione intitolati “Salviamo la Pelle”, per promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi in occasione di esposizione ai raggi solari. La trasmissione di informazioni scientifiche relative alla pericolosità di comportamenti a rischio vengono affrontati con le classi delle scuole medie che aderiscono all’iniziativa. Finora sono stati effettuati 250 interventi nelle scuole, coinvolgendo 30 scuole e circa 2000 studenti.
Per quanto riguarda l’attività di sorveglianza, significative risorse vengono dedicate al controllo delle fonti artificiali di raggi UV ad esposizione volontaria, le apparecchiature abbronzanti altrimenti chiamate solarium. Il SISP, oltre a verificare la conformità documentale, la coerenza delle informazioni riportate nei manuali con la norma tecnica di riferimento, le modalità di manutenzione e di gestione delle apparecchiature e le informazioni rese ai clienti, si avvale della collaborazione del laboratorio dell’ARPA Piemonte per la misurazione in situ dell’emissione della macchina esaminata.
Anche le creme solari sono soggetti a controlli, cui il SISP contribuisce con campionamento dei prodotti venduti al cliente negli esercizi commerciali della grande distribuzione, nei negozi etnici, nelle profumerie ecc. L’attività prevede un piano di campionamento concordato a livello sovranazionale, nazionale, regionale e locale, con il prelievo di aliquote di prodotto destinato al consumatore; i campioni vengono inviati al laboratorio ARPA competente, che esegue le analisi chimico-fisiche finalizzate a ricercare determinati contaminanti non ammessi.

Che cosa puoi fare tu?

Il sole è fonte insostituibile e vitale di energia e calore, un alleato prezioso con effetti benefici anche sulla nostra salute (ad esempio, nel caso della produzione di vitamina D). Per arginare o neutralizzare il pericolo costituito da un’esposizione incontrollata ai suoi raggi, uno dei modi è proteggersi con la crema solare protettiva. La Commissione Europea ha pubblicato una “Raccomandazione sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni” che prevede definizioni univoche nelle descrizioni dei prodotti e quali informazioni devono essere pubblicate in etichetta.
L’acquisto va ponderato in base al proprio fototipo:
Attenzione ai messaggi promozionali. Le creme “totalmente” waterproof non esistono! Nessun prodotto è resistente all’acqua al 100%. Nessun prodotto inoltre protegge totalmente o “per tutto il giorno”. L’applicazione va ripetuta dopo il bagno.
Un buon prodotto infine deve proteggere sia dai raggi UV–A sia da quelli UV-B (controllare l’etichetta).
Altri consigli utili:
• non rimanere esposti troppo a lungo
• non esporre ai raggi UV neonati e bambini molto piccoli
• non esporsi nelle ore più calde della giornata, in particolare dalle ore 11 alle ore 15

Per quanto riguarda le esposizioni volontarie alle fonti artificiali come i solarium, esposizione che presenta profili di rischio per la salute niente affatto da sottovalutare, si ricorda che:
1) i solarium per l’abbronzatura (ad eccezione degli apparecchi ad uso proprio acquistati come elettrodomestici) possono essere istallati esclusivamente presso i centri estetici e solo un’estetista qualificata può gestirne, in presenza, l’utilizzo;
2) prima di accedere al solarium, il cliente deve essere adeguatamente informato circa i rischi derivanti dall’esposizione; ogni lampada ha le proprie caratteristiche: lo spettro e la potenza di emissione sono dichiarati e facilmente verificabili, anche dal cliente;
3) il cliente deve firmare e avere copia del consenso informato;
4) non esiste un intervallo di tempo unico, valido per tutti i clienti, fra una seduta e l’altra; la prima seduta di esposizione deve durare sempre meno della seconda e la seconda meno della terza e così via; è altresì chiaro che esiste una durata massima di esposizione che dipende dal fototipo del soggetto e dalla potenza della lampada; la tabella di esposizione deve essere facilmente consultabile in cabina;
5) anche in occasione di una esposizione volontaria alle fonti artificiali, cioè alle lampade, è consigliato utilizzare protezioni dai raggi UV, secondo le proprie caratteristiche fenotipiche.

Consulenza del Dott. Nicolò Stefano Lombardo – Dermatologo convenzionato ASLTO3.