Temolvalorizzatore di Torino: a dicembre 2015 avevamo diramato i risultati delle analisi sanitarie svolte ad un anno dall’avvio dell’impianto sulla popolazione residente; ora sono stati resi noti i risultati delle analisi sui lavoratori all’interno dell’impianto , il tutto secondo la trasparenza e le periodiche informazioni pubbliche previste dal sistema di sorveglianza (denominato SPoTT), con un rapporto completo appena pubblicato (www.dors.it/spott). SPoTT è un sistema nato con lo scopo di valutare l’eventuale assorbimento di sostanze potenzialmente nocive da parte dei residenti e dei lavoratori promosso dall’allora Presidente della Provincia Antonio Saitta (attuale Assessore Regionale alla sanità) e coordinato dal Servizio di Epidemiologia dell’ASL TO3 (dr.ssa Antonella Bena), insieme ad Arpa, ASL TO1 e Istituto Superiore di Sanità .
Com’era già successo per i cittadini residenti in prossimità dell’impianto , la maggior parte dei 18 metalli urinari e il piombo nel sangue dei lavoratori presenta, dopo un anno di attività , concentrazioni più basse di quelle rilevate al momento dell’attivazione dell’impianto.
In particolare la diminuzione della concentrazione dei metalli è stata riscontrata sia nei lavoratori direttamente impegnati sulle linee di incenerimento sia nel restante personale tecnico ed amministrativo.
Come anche osservato nella popolazione residente vicino all’impianto, il cromo è l’unico metallo che presenta una tendenza all’aumento ma in quantità non statisticamente significativa.
Un risultato che tuttavia non si ritiene attribuibile all’ambiente di lavoro: le misurazioni effettuate in aria dentro l’impianto rilevano una concentrazione di metalli in tracce, uguale alla normalità esterna o sotto i limiti di rilevabilità; lo scenario di esposizione ed i risultati delle analisi risultano quindi analoghi a quelli dei residenti pur includendo (nel caso dei lavoratori) , tra i possibili fattori di influenza, le emissioni di polveri fini (PM10, PM2.5 e NO2) tutti fattori in diminuzione) e una maggiore attenzione nelle abitudini alimentari e stili di vita (es. tendenza alla riduzione del fumo).
Anche per quel che riguarda i 10 metaboliti idrossilati degli idrocarburi policiclici aromatici (OH-IPA), dopo un anno di attività le concentrazioni urinarie nei lavoratori sono in diminuzione per la maggior parte dei metaboliti in entrambi i gruppi di lavoratori. Non si ritiene comunque che tali diminuzioni siano attribuibili all’ambiente di lavoro né vengono correlate al citato cambiamento di abitudini al fumo.
Un’analisi più approfondita su questo gruppo di lavoratori ha messo in evidenza livelli complessivi (Σ10OH-PAH) più elevati a fine turno rispetto a tutti gli altri lavoratori; al riguardo si è individuata la necessità di un miglioramento negli impianti di aspirazione per ridurre l’esposizione e quindi le concentrazioni nelle urine di questi inquinanti.
Il rapporto pubblicato riporta più nel dettaglio i risultati delle singole fasi e gli esiti del confronto dopo un anno dall’assunzione rispetto alle corrispondenti concentrazioni misurate un anno prima nelle stesse persone. Tutti i risultati riguardano i dipendenti dell’Azienda TRM, che opera all’interno nonché un gruppo di lavoratori di un’impresa incaricata della fase di avvio, per un totale di 55 lavoratori.