La tendenza del turismo sostenibile e in particolare il cicloturismo, è in ascesa. Secondo studi recenti in Italia l’indotto potenziale del cicloturismo è di oltre 3 miliardi/anno. Un’opportunità ancora inespressa per creare economia e posti di lavoro. È necessario potenziare le infrastrutture esistenti e i servizi, crearne di nuovi e migliorare la fruibilità dei luoghi di interesse connessi alle reti ciclabili. Contestualmente sono necessarie azioni di promozione e valorizzazione del territorio.
Vari sono i progetti e gli interventi che negli anni si sono susseguiti (ALCOTRA 2007-2013 col progetto Cyclo-Territorio). Tra i più recenti, nel territorio pinerolese è stata definita la Carta d’Intenti del Progetto Ciclovia del Po da CollinaPo al Monviso, un progetto intercomunale nell’area territoriale compresa tra Moncalieri e Saluzzo di cui fa parte il Comune di Cavour già interessato anche al progetto delle ciclabili con “la strada delle mele” progetti volti a costruire una rete di mobilità lenta e una piattaforma di offerte turistiche. La visione si allarga al Gruppo di Coordinamento Territoriale VenTo, la ciclabile da Venezia a Torino. Lo sviluppo locale, dunque, vuole essere parte di una rete europea (l’Eurovelo) sulla quale l’Unione Europea ha deciso di investire. La rete di piste pinerolesi consiste già oggi di oltre 750 chilometri di vie ciclabili.
Il progetto vuole avere anche ricadute positive sul tessuto culturale locale, sul monitoraggio e il rispetto dell’ambiente. Le ciclovie individuate non sono percorsi sportivi per MTB, ma agevoli e alla portata di tutti. Alcuni tratti sono anche percorribili a cavallo.
Lo sviluppo di un turismo sostenibile passa anche attraverso progetti e iniziative di respiro più ampio. Il riconoscimento delle Terre del Monviso (di cui Cavour fa parte) con il marchio Unesco Mab (Man &Biosphere) apre scenari di sviluppo turistico non indifferenti. A corollario è in fase di definizione anche la Cets, la carta europea del turismo sostenibile, un riconoscimento cui sta lavorando il Parco del Po Cuneese e l’area ampia della pianura e delle valli del territorio.
Spesso turismo fa rima con cultura. Proprio nei mesi scorsi, ultimo tassello di un percorso ventannale di riqualificazione, è stato presentato il progetto “Le quattro abbazie”, per la promozione culturale e turistica di un percorso di valorizzazione delle abbazie di Cavour, Staffarda, Abbadia Alpina (Pinerolo) e Monte Bracco (Barge). Quattro siti della religiosità piemontese ricchi di storia e di fascino, facilmente raggiungibili anche attraverso un itinerario ciclabile o pedonale.
La politica di ricerca, promozione e potenziamento della piste ciclabili e delle ciclovie del Pinerolese è un processo iniziato vent’anni fa con l’individuazione di percorsi già presenti sul territorio pinerolese.
Accanto a eccellenze come la ciclovia delle risorgive, realizzata sulla linea ferroviaria dismessa Moretta-Airasca (25 chilometri interamente dedicati alla bicicletta), oppure la parallela Bibiana-Bricherasio, anch’essa realizzata lungo la linea ferroviaria inutilizzata, per finire con la più elaborata Strada delle Mele, un cicloitinerario di 65 chilometri che coinvolge anche un centinaio di aziende agricole locali.
Si tratta comunque di un percorso di turismo sostenibile in fase embrionale, ma che oggi, lavorando sulle interconnessioni con Eurovelo, e con lo slancio portato da iniziative quali Vento e Ciclovia del Po Moncalieri-Monviso, vive una nuova fase di crescita.
E il Pinerolese è pronto a giocare le proprie carte.
L’esperienza sviluppata in questi anni permette infatti già oggi di individuare una serie di percorsi, già pronti per offrire una vacanza, o meglio un’esperienza di viaggio, da vivere su due-tre giorni con diversi elementi certi su cui poggiare le basi.
LE CICLOPISTE: 750 chilometri di percorsi adatti alla bicicletta già individuati sul territorio, costituiti da tratti interamente ciclabili, vie di campagna poco trafficate e percorribili anche dalle famiglie, tratti di sterrato in pianura per gli amanti della mountain bike, tratti di montagna per gli appassionati del trekking.
Una rete di piste, tutte individuate già su cartina e per la maggior parte segnalate da indicazioni stradali sul territorio, che si interconnette con frequenza e transita in ogni piccolo comune del Pinerolese.
LA RICETTIVITA’: Strutture per la sosta già individuate sul territorio, decine di luoghi già segnalati per poter mangiare e alcune aree dove poter noleggiare o riparare le biciclette. Un lavoro complesso che negli anni scorsi è già stato messo a punto.
LE ATTRAZIONI: da Pinerolo, città della Cavalleria, ricca di fascino, storia, musei ai piccoli comuni della campagna Pinerolese, c’è l’imbarazzo della scelta. Una particolare menzione merita il patrimonio ambientale del territorio: dalla ricchezza dei fiumi Po, Pellice e Chisone, alla scoperta dell’eccellenza agricola del Pinerolese: le mele e la carne di Cavour, i piccoli frutti del consorzio Pinfruit, il distretto dei cavalli di Vigone, solo per citare alcuni esempi.
I comuni di Cavour e di Villafranca, e tutta l’area lungo il Po sono inseriti nel programma MaB (Man & Biosphere) dell’Unesco.
L’INTERCONNESSIONE: la rete ciclabile Pinerolese si interconnette con la ciclovia del Po lungo l’asse Moncalieri-Saluzzo e con l’asse delle ciclopiste torinesi attraverso l’area di Airasca-Stupinigi. Vi è poi l’intera connessione con la Val Pellice e con l’area del Monviso, dove si sviluppa una forte connotazione del turismo ciclabile legato alle mountain bike o a piedi attraverso i diversi trekking in quota.