si è trattato di un prelievo di reni, fegato e cornee, della durata di circa sette ore appunto, che ha avuto come donatore una donna di 61 anni residente in provincia di Torino, colpita da emorragia cerebellare. Trascorso il periodo di osservazione affidato a sanitari e tecnici di Anestesia e Rianimazione, Neurologia e Medicina Legale, a Rivoli sono arrivate ben due équipe chirurgiche specializzate dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, che hanno preso parte alle attività preposte. A livello aziendale il prelievo è stato possibile grazie alla presenza del personale medico e infermieristico/oss dell’Ospedale di Rivoli. Hanno contribuito a tale intervento due strumentisti, tre infermieri del blocco operatorio/rianimazione e un operatore socioassistenziale coordinati dal Dott. Parlanti (referente del coordinamento locale per le attività di prelievi di organi e tessuti dell’Ospedale di Rivoli). Un’attività, quella del prelievo di organi e tessuti, ormai consolidata da anni a Rivoli e che, massimizzando in ogni occasione le possibilità in termini di donazione di organi e tessuti, grazie al costante e continuo lavoro, sta dando ottimi risultati in tema di potenziali donatori, ad indicare appunto un’alta qualità del servizio di squadra tra le differenti professionalità coinvolte in merito ai prelievi, nonché un prezioso e fiducioso rapporto tra l’équipe stessa e i parenti del donatore. Per incrementare poi le donazioni finalizzate a salvare e a migliorare la vita di tanti pazienti, occorre sempre più potenziare la formazione e la sensibilizzazione degli operatori sanitari, e la capillare opera d’informazione rivolta ai cittadini. Una scelta (la donazione) che vale molto più di quanto si possa immaginare, in grado di ridare una nuova ed inaspettata speranza di vita. “Un servizio dalla forte valenza etica” sottolinea il Dr. Flavio Boraso, Direttore Generale dell’ASL TO3.  “Quanto l’Ospedale di Rivoli e tutto il suo personale hanno svolto in questa intensa giornata non è altro che il frutto di un ottimo lavoro di squadra di alto profilo, vicino ai bisogni del paziente. Altrettanto però è da sottolineare il fondamentale gesto di generosità dei donatori e dei loro familiari che hanno saputo trasformare un dramma familiare in un momento di sollievo per altre persone che oggi tornano a sorridere”. 5 gennaio 2016]]>