OSPEDALE DI RIVOLI:  INTERVENTO PSICOLOGICO SVOLTO CON PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI E FAMIGLIARI
Le 1comportano per il paziente una sintomatologia spesso invalidante ed un complesso processo di comprensione, accettazione e adattamento alla malattia. Ne conseguono ripercussioni sul benessere psicologico,  sull’immagine di sé e sulla vita di relazione.
Per intervenire su tali fattori è stato realizzato , presso l’ambulatorio di psicologia dell’Ospedale di Rivoli, un percorso informativo  al quale hanno  partecipato  attivamente  i pazienti e loro famigliari.
L’iniziativa, dal titolo: “Star bene con se stessi …oltre la malattia: un percorso pratico di consapevolezza” è  nata dalla collaborazione tra i Servizi di  Psicologia -ambulatorio ospedaliero- (Resp. Dr. Tiranti) e la  Gastroenterologia dell’ospedale di Rivoli (Resp. Dr. Mazzucco) ed è stata condotta da due psicologhe psicoterapeute (Dr.ssa Coris e Dr.ssa Laezza).
Il percorso si è articolato  in 9 incontri, mediamente di tre/quattro ore ciascuno e ha seguito l’approccio basato sulla Mindfulness (MBSR- Mindfulness Based Stress Reduction), un insieme di pratiche che, attraverso l’ascolto del corpo, con il suo mondo di sensazioni, emozioni e pensieri, insegna a prendersi cura di se stessi, aumentando l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità e risorse.
La finalità degli incontri proposti è stata quella di aiutare i pazienti a non concentrarsi sulla malattia, ma imparare che è possibile star bene con se stessi oltre essa, rafforzando le proprie risorse interne ed esterne, acquisendo maggiore fiducia in se stessi.
I risultati pre-post trattamento sono stati valutati soggettivamente dai pazienti tramite autosomministrazione dello strumento CORE-OM (Clinical Outcomes in Routine Evaluation – Outcome Measure); strumento utilizzato dal Servizio di Psicologia per la valutazione degli esiti degli interventi con tutti i tipi di pazienti, di cui si riporta un grafico dei risultati.
Lo  strumento di valutazione compilato dai pazienti prima dell’avvio del percorso riporta quantitativamente valori che indicano la situazione di  disagio  che palesa la necessità di un lavoro psicologico con pazienti  e propri familiari; la stessa valutazione  somministrata al termine del percorso presenta valori medi più bassi -ad eccezione del dominio rischio, che tuttavia si colloca nella fascia “sana”- e ciò significa per i pazienti la percezione di maggior benessere, accanto ad una riduzione sintomatica e ad un miglioramento nel funzionamento della vita di relazione.
Accanto ai dati quantitativi il gruppo ha inoltre dichiarato, a livello qualitativo,  un alto gradimento soggettivo circa il percorso intrapreso, espresso attraverso l’utilizzo di una narrativa più serena e consapevole nei riguardi dell’approccio alla vita e alla propria malattia, considerata come parte di essa e non il tutto, in una dimensione totalizzante e pervasiva.
Con il progressivo sviluppo dell’attività e l’aumento del numero di casi seguiti, verrànno forniti nel dettaglio  i risultati e le valutazioni di efficacia  del progetto.