Due percorsi di accesso separati, due triage distinti in modo permanente, spazi nuovi e meglio distribuiti. Il Pronto soccorso dell’ospedale di Rivoli è stato rimesso a nuovo a tempo di record, proprio durante l’epidemia di Covid-19, per garantire maggiore sicurezza ai pazienti e migliorare l’umanizzazione delle cure.

I lavori per la ristrutturazione dei locali erano già previsti precedentemente ma le nuove necessità di questi mesi hanno spinto l’Asl To3 ad accelerare la tempistica e a modificare l’intervento, nell’ottica sia di fronteggiare al meglio la situazione in corso, sia di preparare al meglio la struttura per ulteriori emergenze future.

Sono dunque stati ridisegnati gli spazi all’interno del Pronto soccorso, con la creazione di due triage autonomi, con due percorsi differenziati, pertinenze e relative sale d’attesa. Il primo triage, dedicato all’accesso dei pazienti Covid-19 o con sintomi sospetti, è stato ricavato ritagliando una porzione non utilizzata della “camera calda”, il secondo, riservato agli altri pazienti, è stato ottenuto modificando e ampliando il vecchio triage. Quindi sono stati implementati tutti gli impianti, ricollocato quello di videosorveglianza, è stato esteso il condizionamento.

Questa soluzione rende così più agevole l’accesso, che comunque è sempre stato garantito in sicurezza anche durante tutte le fasi dell’epidemia, attraverso la tenda pre-triage (che in ogni caso continuerà a rimanere, per ogni necessità) e l’adozione di percorsi provvisori.

Il cantiere è durato poco più di un mese: i lavori, per un valore complessivo di circa 90mila euro, sono partiti lo scorso 6 aprile, il nuovo Pronto soccorso sarà aperto nei prossimi giorni, una volta completate le verifiche, i collaudi e l’opera di sanificazione dei locali.

Con i suoi 60mila accessi all’anno, il Pronto soccorso dell’ospedale di Rivoli è uno dei principali di tutto il Piemonte – sottolinea il Direttore Generale dell’Asl To3 Flavio Boraso -. Questi lavori ci permettono di garantire una migliore accoglienza e una migliore gestione dei pazienti e ci consentono di mettere in sicurezza in modo permanente la struttura, anche per le emergenze del futuro”.