CHI SIAMO


Chi opera all'interno del sito
Uno staff giovane e dinamico si occupa dei collegamenti con l'area del pinerolese, cura la grafica del sito e provvede all'inserimento aggiornato e puntuale dei dati, cercando di trasmettere nel lavoro la passione che contraddistingue un profondo e speciale legame con il territorio.

Il Direttore Responsabile della testata giornalistica è il dottor Mauro Deidier.

Chi desidera contatti diretti con il personale di caprilli.com può rivolgersi a:
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Deborah Severini, Responsabile Sviluppo & Marketing: redazione@caprilli.com

Il progetto grafico del sito è realizzato dal web designer Bruno Depetris.



Gli obiettivi
Caprilli.com è il portale nato con l'intento di valorizzare e promuovere oltre i confini uno specifico bacino geografico (Pinerolo, Val Chisone, Val Germanasca, Val Pellice, Pianura verso Cavour fino a Barge e verso Torino fino ad Airasca e Piossasco), ma altresí rivolto ai cittadini del territorio con una serie di servizi, notizie, dati di notevole interesse e facile reperibilità.
Valorizzare il territorio significa che tutti i soggetti dell'economia locale potranno trarne vantaggio, sfruttando le potenzialità offerte da internet, avendo maggiore facilità di accesso alle informazioni e dando maggiore visibilità a tutto ciò che il territorio offre.



Perché il nome Caprilli?
Pinerolo è conosciuta in tutto il mondo come "Città della Cavalleria". In effetti le origini di questa fama risalgono al 1849 quando Alfonso La Marmora, Ministro della guerra, con Regio Decreto, volle a Pinerolo la Scuola Militare di Cavalleria "per addestrare gli Ufficiali di tutte le Armi e il personale della Real Casa".
Nel 1861 nacque il Corpo Veterinario Militare. Nel 1868 fu istituito il Corso Magistrale Superiore di Equitazione per "istruire valenti istruttori".
Nel 1882 venne istituita la Scuola di Mascalcia. Il periodo 1891-1911 è considerato il più fecondo per l'arte equestre.
Il 24-10-1991 venne istituito un "corso complementare di equitazione di campagna" e il ten. Federico Caprilli fu tra i primi comandanti.
Egli fu il fondatore del "Sistema Caprilli", che insegna a montare il cavallo con calma e tranquillità, nel suo equilibrio naturale, assecondandolo nell'assunzione dei suoi atteggiamenti spontanei.
Caprilli dette alla Scuola una sua impronta personale e le fece compiere il più vigoroso balzo in avanti.
Il suo sistema di monta divenne famoso in tutto il mondo e il suo nome si legò indissolubilmente alla Città di Pinerolo.
Volendo associare il nostro portale a quanto di più tipico e caratterizzante esista nel territorio ci è parso significativo legare il nome a questo importante personaggio.



Federico Caprilli
(sunto biografico tratto dal sito www.mrhorse.it - clicca sulle foto per ingrandirle)

Federico Caprilli nacque a Livorno l'8 Aprile del 1868. Il padre Enrico era livornese e pisana la madre Elvira Rossi. Nel 1881, a 13 anni, fu ammesso al Collegio Militare di Firenze. Nell'autunno del 1886 fu ammesso alla Scuola Militare di Modena, come allievo nell'arma di cavalleria dove strinse amicizia con il suo compagno e vicino di posto Emanuele Cacherano di Bricherasio. Nell'agosto del 1888 fu nominato Sottotenente nel Reggimento Piemonte Reale Cavalleria e nell'autunno fu comandato a frequentare il corso di equitazione alla Scuola di Cavalleria di Pinerolo. Incredibile a dirsi, ma sia a Modena che a Pinerolo, Caprilli fu classificato cavaliere mediocre, nonostante la sua manifesta volontà di imparare e di distinguersi. Concluso Pinerolo, raggiunse il suo Reggimento a Saluzzo. Nel 1890 cominciò a cogliere i primi allori con un nuovo cavallo irlandese di nome Sfacciato. Nel 1891, in seguito ai suoi successi sportivi, Caprilli fu destinato al Corso magistrale di Pinerolo. È in quegli anni che Caprilli divenne veramente un grande istruttore e un caposcuola e fu proprio a Parma che scrisse i primi articoli per esporre i suoi concetti sul nuovo sistema di equitazione.
Nel settembre del 1901, Caprilli fu promosso Capitano in Genova Cavalleria e nell'anno successivo, ebbe il comando del secondo squadrone. A Gallarate, si preparò per partecipare al grande concorso ippico internazionale che ebbe luogo a Torino nel giugno 1902. Ormai i principi della nuova equitazione si stavano diffondendo fra gli ufficiali italiani.
Caprilli non ebbe fortuna nel concorso di Torino e non conseguì il successo che avrebbe meritato. Tuttavia, fra i cavalieri italiani, fu il primo classificato e guadagnò il premio d'onore dell'Imperatore di Germania. Vinse una gara di estensione superando i sei metri e cinquanta, ma non superò nell'elevazione un metro e settanta. Poco dopo sullo stesso campo, in una gara privata, superò due metri e otto, battendo il record mondiale di allora. Nel marzo 1904 Caprilli, dal Reggimento Genova Cavalleria, fu trasferito alla scuola di Pinerolo, chiamatovi dalla fiducia del generale Berta che fu il suo grande sostenitore, sia da comandante della scuola, sia da generale ispettore della cavalleria. L'equitazione italiana deve alla lungimiranza del generale Berta se, a cominciare da quegli anni, si affermò brillantemente nel mondo, poiché fu a Pinerolo e a Tor di Quinto che Caprilli poté forgiare numerose schiere di allievi, dai quali scaturirono grandi cavalieri e valenti istruttori. Caprilli si era fatto costruire una minuscola casa presso il campo ostacoli di Pinerolo: tre boxes per i cavalli a pianterreno con due stanzette per la selleria e per l'attendente. Il piano sovrastante, al quale si accedeva da una scaletta esterna, era composto da un piccolo salotto-studio, da una camera da letto, da un bagno e da un ripostiglio.
Nel 1905-1906 Caprilli fu direttore del nuovo corso. Fu quello un corso veramente fortunato perché ebbe la ventura di avere quel grande caposcuola, dall'inizio alla fine, come direttore.
Nell'ottobre 1906, Caprilli si trasferì a Tor di Quinto per continuare con i suoi ufficiali allievi il corso interrotto, alla fine del mese di giugno, a Pinerolo. Nella primavera del 1907 vinceva a Roma il primo premio del primo campionato del cavallo d'arme disputato in Italia.
Nonostante tutto sembrasse sorridergli nella vita, fama di caposcuola, successi sportivi, amore di belle donne, le condizioni della sua salute sembravano alquanto preoccupanti. Nel maggio del 1907, a Pinerolo, dov'era rientrato dopo Tor di Quinto, mentre montava in maneggio, svenne. Nell'estate del 1907, ebbe come il presagio della sua prossima fine. Al termine di una conversazione con il tenente Ricci-Capriata, che gli confidava di aver fatto testamento durante una grave malattia, preso un foglio di carta e una matita, scrisse le sue ultime volontà. Ai primi di ottobre del 1907 ebbe inizio, a Pinerolo, il nuovo corso 1907-1908 di sottotenenti allievi sotto la sua direzione. Ormai tutte le autorità militari riconoscevano il grande contributo che aveva dato all'equitazione italiana e perciò unanimi furono i consensi per promuoverlo a scelta al grado di maggiore.
Questa meritata ricompensa al suo immenso lavoro ed alla sua grande volontà, stava per essere decretata, quando la morte lo colse, improvvisa, fra lo sbigottimento e l'angoscia di tutti. Il 5 dicembre 1907, Caprilli si alzò, come al solito prestissimo. Disse che doveva recarsi a Torino ma che sarebbe rientrato in serata. Verso le cinque, andò alle scuderie del Cav. Enea Gallina, per vedere i nuovi cavalli da lui acquistati in Irlanda. Gli piacque un morello e volle montarlo. Caprilli salì in sella e, al passo, imboccò via Morosini. Poi mise il cavallo al trotto raccorciato e proseguì verso la piazza d'armi, fino all'angolo di via Montebello. Ma qui, improvvisamente, barcollò e precipitò dalla sella a capofitto. Gallina, che lo seguiva con lo sguardo, fu l'unico testimone oculare di quella caduta. Da una tremenda frattura alla nuca, usciva un filo di sangue che rigava i folti e duri capelli castani e il collo taurino. Trasportato in casa Gallina e disteso su un letto, non riprese più conoscenza. Fu assistito tutta la notte dai tenenti Ricci-Capriata e Ubertalli, subito accorsi da Pinerolo. Poco dopo le sette del 6 dicembre, Caprilli, non ancora quarantenne, morì.