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Fido fa bene alla salute
Anche in Italia si sta imponendo la pet
therapy
Bisogno di affetto e compagnia sono le principali
ragioni che spingono gli italiani a prendere in casa un
animale. Non tutti però sono coscienti di convivere con una
potenziale fonte di salute. Finita l'epoca in cui l'animale
domestico era considerato alla stregua di un oggetto o di
un soprammobile, oggi si è riscoperto il valore della
relazione di amicizia tra animali e uomini in termini di
benessere fisico e psichico. Più nello specifico esiste una
cura che prende il nome di pet therapy, letteralmente terapia
con gli animali. Per sapere meglio di cosa si tratta abbiamo
chiesto lumi a Renata
Fossati pedagogista, operatrice del
settore e allevatrice di cani samoiedo.
Che cos'è la pet therapy? In
generale la si può definire terapia assistita per mezzo di
animali, ma in realtà esistono diverse forme e numerose
applicazioni. È una co-terapia che si cala in un contesto
curativo e/o educativo già in corso: se una persona è per
esempio depressa deve curarsi come di consueto con farmaci e
potrà avere benefici ulteriori se si sottopone a sedute di pet
therapy. La cura con animali perciò non sostituisce ma integra
quelle mediche.
Quali sono i campi di
applicazione della pet therapy? Elencarli tutti
sarebbe impossibile. In generale gli animali possono essere
impiegati con successo comprovato nella riabilitazione degli
arti superiori e inferiori, nelle cure riabilitative a seguito
di traumi cranici così come in neuropsichiatria infantile e
anche nel settore scolastico attraverso specifici programmi
didattici. E poi non bisogna dimenticare i cosiddetti "cani di
servizio" che svolgono un ruolo bellissimo nell'assistenza a
persone disabili: non alludo solo ai cani per i non-vedenti,
cani e cavalli possono interagire con successo nelle comunità
di recupero di vario indirizzo.
Come avviene
l'applicazione? La pet therapy si fonda su
un'interazione uomo-animale, in cui è fondamentale il ruolo di
un operatore, che sappia veicolare in modo ottimale la
naturale capacità di dare affetto degli animali. Non basta
avere un animale in casa per fare pet therapy, ma si deve
anche seguire un percorso didattico e di sviluppo
dell'interrelazione, avere degli obiettivi da raggiungere. Per
esempio io ho portato i miei cani recentemente in una casa di
riposo. L'obiettivo era coinvolgere gli ospiti e attivare il
dialogo in persone anziane e per lo più costrette su una
carrozzella, in attività ludiche che avessero come
protagonista il cane. I risultati sono stati ottimi:
entusiasmo negli anziani e in casi di Alzheimer abbiamo
persino riscontrato un recupero della memoria
antica.
Che tipo di animale può essere
impiegato e quali mali può curare? L'animale più
utilizzato in pet therapy è il cane, di qualsiasi razza, per i
casi più disparati; ma anche gatti e roditori, anche solo
lasciandosi accarezzare e ammirare, possono dare molto in
termini di affetto a persone sfiduciate; mentre i cavalli
possono anche offrire un valido aiuto a tutti coloro che
devono fare riabilitazione degli arti. È stato provato che
alle persone ipertese il semplice contatto con gli animali
abbassa la pressione sanguigna, mentre avere un animale in
casa rende persino più longevi. Il tutto sta nella volontà
dell'uomo di accettare un rapporto con l'animale e nella
capacità dell'operatore di creare interazione e nel preparare
al meglio il pet a questo tipo di "attività": un cane per
esempio si stressa molto in queste sedute terapeutiche perché
si sente per troppo tempo al centro dell'attenzione. L'ideale
è impiegarlo due volte alla settimana per non più
di tre ore.
Quanto è praticata in
Italia? La pet therapy si sta diffondendo in modo
costante, nonostante manchi ancora un coordinamento delle
attività e non tutte le categorie coinvolte - medici,
psichiatri, pedagogisti, veterinari, psicologi e strutture
sanitarie - abbiano manifestato eguale interesse. Ci sono
alcuni ospedali dove la pet therapy è praticata, ma in
generale è piuttosto complicato fare entrare animali nelle
strutture sanitarie. Negli Usa addirittura ci sono delle
cliniche della riabilitazione specializzate nelle cure
mediante l'impiego di cani.
In futuro prevede
un'ulteriore crescita? Sì, perché gli animali e in
particolare i cani non giudicano ma accettano le persone per
quello che sono e sono in grado di dare supporti emozionali,
psicologici e sociali a persone disposte ad accettarlo anche
dagli animali.
6 settembre
2002 |