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ROMA
Vi
siete privati del vostro cane o gatto per evitare infezioni nel
figlio? Oppure sapete tutto sugli acari e andate orgogliosi della
vostra casa e soprattutto della stanza del piccolo a prova di
parassiti? State sbagliando tutto. Scienziati e medici sono ormai
d´accordo nel ritenere che l´unico metodo per evitare l´insorgere
di allergie è proprio il contrario: vivere fin da neonati a
contatto con un cane o un gatto e con una certa dose di polvere e
batteri. La marcia indietro è iniziata già da tempo ma l´ennesima
conferma è giunta in questi giorni da un articolo pubblicato da
alcuni scienziati statunitensi sulle pagine del «Journal of the
American Medical Association». Contro coloro che accusano cani e
gatti di essere tra i fattori scatenanti di molte forme
allergiche, gli scienziati sostengono che crescere con un animale
in casa serve invece a ridurre i rischi di sviluppare allergie. «Vivere
con due o più cani e gatti - dicono gli esperti Usa del Medical
College of Georgia - dimezza i rischi di insorgenza di molte delle
più comuni forme di allergie». Anzi, a voler essere precisi: «L´esposizione
durante il primo anno di vita riduce la possibilità che un
bambino sviluppi allergie comuni almeno del 50 per cento». Gli
studiosi hanno esaminato 474 neonati sani dal momento della
nascita al settimo anno di vita: il 33% dei piccoli cresciuti in
case senza animali ha evidenziato entro i sette anni qualche tipo
di allergia. Alla polvere, al fieno, alla muffa. Al contrario, tra
i bambini allevati in famiglie con più di un cane o gatto nel
primo anno la presenza di allergie è risultata solo nel 15,4% dei
casi. A proteggere i bambini sarebbe la precoce esposizione alle
endotossine, presenti nei residui batterici nella bocca di cani e
gatti. Il contatto con queste sostanze avrebbe un «effetto
protettivo», spiegano gli autori della ricerca. «Giocando con
gli animali i bambini vengono leccati - spiegano gli esperti - e
ricevono un gran numero di batteri Gram-negativi che fortificano
il sistema immunitario». Lo stesso principio si estende alle
allergie sotto forma di asma e reazioni cutanee che sarebbero
provocate dalla polvere, conferma Aldo Morrone, primario dell´ospedale
San Gallicano di Roma, uno dei più importanti centri italiani
nello studio delle allergie. «Evitando le provocazioni, non è
tanto la polvere - spiega - a provocare le allergie quanto la sua
assenza quando si è molto piccoli, ovvero la distruzione degli
stessi batteri che fortificano il sistema immunitario
sterilizzando di continuo latte, biberon oltre il lecito,
impedendo la formazione di anticorpi nei bambini e esponendoli
invece a questi antigeni tardivamente provocando invece l´insorgere
di allergie durante l´adolescenza». Da uno studio condotto al
San Gallicano su 400 bambini rom è apparso che la presenza di
allergie «è bassissima» rispetto al resto dei romani. Tutti
questi studi spiegano perchè il maggior numero di persone
allergiche e asmatiche è cresciuto in case «iperpulite», fa eco
Dennis Ownby, che ha firmato l´articolo pubblicato sulla rivista
scientifica. Alcuni scienziati hanno suggerito l´eventualità di
creare una sorta di «vaccino sporco», una sostanza cioè nella
quale è contenuto un certo numero di batteri, capace di stimolare
il sistema immunitario e allontanare il rischio di asma e
allergie. Al San Gallicano stanno applicando lo stesso tipo di
ragionamento anche agli anziani soli. Con l´aiuto di alcuni
veterinari realizzano un Servizio di assistenza dei loro animali
domestici.
f. ama.
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