GUIDA SICURA

· Il conducente
· Guida in condizioni difficili
 


Il conducente

LA VISTA
Il Codice della Strada, per l'ottenimento e la validità delle patenti di categoria A e B, richiede un'acutezza visiva non inferiore ai dieci decimi complessivi, con non meno di due decimi per l'occhio che vede di meno, acutezza raggiungibile anche con lenti correttive di qualsiasi valore diottrico purché la differenza non sia superiore a tre diottrie.
Dieci decimi, quindi una vista perfetta è quella richiesta dal Codice. Ancora più importante è vedere bene e essere in grado di vedere da vicino (gli strumenti, i comandi, lo specchio retrovisore), da lontano (la strada e le altre auto), lateralmente (gli incroci, i sorpassi, i segnali, gli specchi laterali). Importante è la efficienza visiva. Alcuni trucchi migliorano l'efficienza.
Effetto tunnel Si manifesta quando si percorrono molti chilometri in autostrada a velocità elevata e il campo visivo si riduce, affaticando molto gli occhi. Per rimediare conviene diminuire la velocità ogni tanto per rilassare i muscoli dell'occhio.
Ginnastica Quando gli occhi si stancano, quando sembra che un pilota automatico si sia messo alla guida, è il momento di fare un poco di esercizio. Fisico, muovendosi sul sedile e sciogliendo le braccia, ma anche agli occhi. Un esercizio che funziona consiste nel distogliere quando possibile lo sguardo dalla strada guardando gli strumenti o mettendo a fuoco la corona del volante. Si rilassano così i muscoli dell'occhio e si evita l'effetto ipnotico.
Quando si è veramente stanchi, la miglior ginnastica è una sosta a una stazione di servizio.
Abbagliamento Quando si incrociano altri veicoli di notte occorre guardare il ciglio destro della strada per non perdere per alcuni istanti la sensazione visiva. Infatti, l'abbagliamento dura qualche secondo, quanto basta perché a 100 km/h la guida sia cieca per più di 50 metri. Con le conseguenze che si possono immaginare.
Lenti speciali Quando la nebbia rende tutto bianco e le sagome delle altre auto si distinguono a fatica, di giorno è meglio usare gli occhiali da sole che diminuiscono l'effetto abbagliamento del muro bianco e rendono più visibili le sagome scure. Non tutti gli occhiali da sole sono però adatti: le lenti non devono essere troppo scure, devono essere di ottima qualità e sono consigliate di color marrone (consigliate anche per migliorare l'acutezza visiva dei miopi) o addirittura rosse o gialle.
Chi porta occhiali da vista tenga poi sempre in auto un paio di occhiali o di lenti di riserva, da utilizzare nel caso si rompano quelli indossati.
Guida in colonna Se si fissa il posteriore dell'auto che precede, quando questa accende gli stop è ormai troppo tardi per frenare, ipnotizzati da una condizione visiva statica. Meglio allora tenere una distanza di sicurezza adeguata, oppure guardare oltre, alle auto che precedono in colonna per non addormentare lo sguardo ed essere in grado di prevedere in anticipo l'arresto della colonna.
Stanchezza La stanchezza diminuisce notevolmente le capacità visive: quando gli occhi iniziano a incrociarsi, le linee dell'autostrada iniziano a sembrare onde con effetto ipnotico, l'unica cosa da fare è fermarsi. Subito, senza aspettare la successiva stazione di servizio se questa si trova a più di due o tre chilometri di distanza. Non si pensi di farcela a reggere, il colpo di sonno arriva da un momento all'altro, senza avvisi ulteriori e con conseguenze spesso gravissime.

L'UDITO
Una prova semplice è quella che prevede il Codice della Strada: per l'ottenimento e la validità delle patenti A e B, è necessario riuscire a percepire una conversazione a non meno di due metri di distanza.
Non percepire il clacson di un'altra auto o riuscire a decifrare in ritardo la provenienza di un segnale di avvertimento possono costare molto caro all'automobilista con deficienza uditive e all'altro utente della strada (magari un motociclista a cui si sta tagliando la strada). Quindi, quando si fa fatica a seguire le conversazioni o si tiene alto il volume della TV di casa è meglio far controllare l'udito per evitare di correre o far correre ad altri inutili pericoli. Almeno tre persone su dieci soffrono di udito debole.
Ginnastica L'udito, come la vista può essere allenato. I rumori di sottofondo che non mancano mai in città abituano l'udito a non considerarli, ma a percepire soltanto i rumori più violenti. Abituarsi a guardare la TV con un volume troppo alto è più comodo, ma disabitua l'orecchio alla sensibilità. E la TV è proprio un trainer perfetto: abituarsi a un volume vicino alla soglia di udibilità consente di tenere allenato l'udito, pena all'inizio della perdita di qualche dialogo.
Rumori violenti Attenzione a evitare rumori troppo forti: ogni rumore fastidioso è fonte per l'orecchio di menomazione. Si utilizzino, quando i rumori sono prevedibili, cuffie insonorizzanti o ci si coprano almeno le orecchie con le mani. In discoteca si eviti di sostare vicino alla fonte del suono.
Autoradio Inutile raccomandare di tenere il volume non troppo alto, sia per non danneggiare l'udito, sia perché la trasmissione non copra i rumori della strada. Attenzione poi alla scelta del programma: meglio musica, magari con ritmi non troppo violenti, che conversazioni. La musica distrae poco dalla guida, mentre l'attenzione al dialogo toglie concentrazione.
Clacson Meglio utilizzarlo soltanto quando serve, cioè, come prescrive il Codice della Strada, per evitare situazioni di pericolo. Suonare sempre, anche per polemica sterile con gli altri automobilisti, rende troppo comune e quindi meno considerato l'uso di un dispositivo che dovrebbe servire soltanto per segnalare pericolo.
Secondo l'articolo 156 del Codice della Strada, il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve essere la più breve possibile. Chi contravviene a queste regole è soggetto alla sanzione amministrativa. Alla medesima sanzione è soggetto chi fa uso di dispositivi di allarme acustico antifurto che superano per tempo e intensità i limiti fissati dalla legge.





Guida in condizioni difficili

LA PIOGGIA
Gli pneumatici moderni e i nuovi asfalti autodrenanti rendono l'asfalto bagnato sempre più asciutto. La capacità di smaltire quantità di acqua sempre maggiori e mescole più sofisticate rendono le strade sempre meno scivolose quando sono bagnate. La strada è sempre viscida, però, ed è necessario tenere presente che gli spazi di frenata si allungano molto, del 30/40%.
Se si frena a 70 all'ora su asfalto asciutto in poco meno di 45 metri, su asfalto bagnato di metri ne occorrono quasi 70.
Bisogna poi sfatare un falso mito: l'Abs, il sistema che evita il bloccaggio delle ruote in frenata, non diminuisce gli spazi di frenata dell'auto, anzi, un bravo pilota può riuscire a frenare in uno spazio inferiore con una vettura con l'Abs disinserito. L'Abs è invece molto utile per chi ha poca sensibilità con il pedale del freno e per evitare che le frenate da panico si traducano in una scivolata senza fine. È molto utile anche quando si è costretti a frenare in curva, evitando pericolose sbandate.
Ma i freni dotati di Abs non sono né più efficaci né più potenti di freni che non ne sono dotati. Pensare "tanto ho l'Abs" può essere molto pericoloso.
Anche la tenuta di strada diminuisce sull'asfalto bagnato. Quando si superano i limiti di tenuta degli pneumatici, l'auto scivola come sul sapone e diventa difficile riportarla nella giusta traiettoria: uno degli effetti più comuni è la tendenza sottosterzante, la tendenza, cioè, ad andare diritti con il muso. In genere la scivolata diritta si può contrastare lasciando l'acceleratore facendo in modo che il peso si trasferisca sull'avantreno e le gomme recuperino aderenza.
A questa manovra può seguire una sbandata della coda, recuperabile controsterzando, cioè sterzando nella direzione opposta alla curva.
Capita anche che l'auto si comporti in maniera sovrasterzante, cioè sbandando con la coda verso l'esterno della curva: capita per esempio se con una trazione posteriore si affonda troppo il gas causando il pattinamento delle ruote posteriori. Alla sbandata si reagisce con un controsterzo e alleggerendo un poco la pressione sul pedale dell'acceleratore.
Uno dei pericoli meno conosciuti è invece l'aquaplaning, cioè il galleggiamento degli pneumatici sul pelo d'acqua. Quando capita, l'auto perde aderenza e può perderla in modo poco prevedibile, a seconda della forma e della profondità della pozzanghera. I pneumatici migliori riescono a smaltire molta acqua dai canali del battistrada ma tendono anche a frenare la corsa dell'auto: effetto altrettanto poco piacevole quando le ruote che cadono sulla pozzanghera sono soltanto da un lato dell'auto, provocando un accenno di sbandamento da contrastare prontamente con il volante. Sull'acqua è facile trovarsi a contrastare situazioni di instabilità dell'auto con manovre di emergenza. È importante quindi (come lo è del resto in qualsiasi condizione di guida) che tutte e due le mani siano ben salde sul volante per reagire con prontezza.

Alla guida di una moto, è necessario considerare che, oltre ad avere una parte di gomma a contatto del terreno molto ridotta e che comunque i limiti di aderenza sono notevolmente diminuiti, la strada bagnata tiene freddi gli pneumatici, limitando molto l'aderenza. Ci si ricordi anche che se una scivolata di qualche decina di centimetri è rimediabile con quattro ruote, spesso con la moto significa una brutta caduta. La velocità deve essere quindi molto moderata e in curva si deve tenere il più possibile la moto verticale per aumentare la sezione di gomma che tocca l'asfalto e quindi i margini di sicurezza.

LA NEBBIA
La nebbia richiede l'aumento della distanza di sicurezza poiché, se in condizioni di buona visibilità, è sufficiente una distanza dall'auto che precede sufficiente a compensare il tempo di reazione prima che la frenata abbia inizio, immersi nella nebbia bisogna anche prevedere di trovarsi di fronte un ostacolo fermo. In autostrada, il limite di velocità in caso di nebbia è di 50 chilometri l'ora, che corrispondono a uno spazio di arresto di 40 metri. Se la visibilità è inferiore a 40 metri è consigliabile diminuire ancora la velocità. Senza contare che la nebbia bagna anche l'asfalto, aumentando gli spazi di frenata. Non si utilizzino i fari abbaglianti ma soltanto anabbaglianti e fendinebbia per evitare di trovarsi un muro bianco di fronte agli occhi, poiché le goccioline che formano la nebbia riflettono la luce dei fari.
Si curi che i fendinebbia, montati in genere sui paraurti siano ben regolati, e si faccia poi un uso moderato del retronebbia. Lo si accenda soltanto quando la nebbia è molto fitta e quando chi segue si trova sufficientemente lontano per non esserne disturbato. Anche se il Codice della Strada prevede che i retronebbia posteriori possano essere due, è meglio disattivare il destro (è sufficiente smontare la lampadina), per evitare che le due luci vengano scambiate per due stop accesi, procurando allarmi e frenate inutili. Ci si ricordi poi di spegnerli sempre appena il pericolo cessa, per non arrecare fastidio a chi segue.

IL VENTO
La raffica di vento è una delle insidie più pericolose, poiché non è evidente e manifesto come una strada bagnata, la nebbia o la neve. La raffica può generare una spinta laterale capace di far sbandare l'auto se la velocità non è moderata e la correzione con il volante non è più che pronta. La nuova tendenza a realizzare auto alte per sfruttare al meglio lo spazio, come per le monovolume, aumenta la superficie che si oppone al vento e aumenta quindi l'effetto vela.
Qualche indicazione sulla forza del vento si può carpire dagli alberi ai lati dell'autostrada, dalla polvere sollevata, da sacchetti e fogli che volano. Sono segnali di raffiche di vento forte che consigliano di limitare la velocità.
Bisogna prestare anche molta attenzione all'uscita dalle gallerie dove spesso raffiche di vento prendono alla sprovvista gli automobilisti. Se possibile, ci si tenga verso il mezzo della strada in uscita. Anche in questo caso le due mani ben salde sul volante aiutano a rispondere alla sbandata con una pronta sterzata di emergenza. È necessario poi mantenere il sangue freddo e tenere l'acceleratore premuto, magari alleggerendo un poco la pressione ed evitando di frenare: una manovra così improvvisa, con l'auto già sbilanciata dalla raffica, aggiungerebbe instabilità all'auto rendendola ancor più difficile da recuperare.

LA NEVE E IL GHIACCIO
La neve è facilmente visibile e a volte neppure troppo insidiosa. Il ghiaccio, invece, spesso non si vede (bisogna stare attenti quando il termometro scende sotto lo zero) e porta l'aderenza degli pneumatici molto vicina allo zero. Attenti alle zone in ombra dove si può annidare il lastrone. Gli pneumatici invernali aiutano la guida su neve e ghiaccio e sono ormai ottimi anche per la guida su asciutto e su bagnato. Ma non eliminano il rischio di sbandata e di aderenza nulla. Il freno a pedale deve essere utilizzato il meno possibile per evitare che le ruote, bloccandosi non consentano più di controllare l'auto. Si usa invece il freno motore, scalando dolcemente le marce fino a quando si è quasi fermi.
A volte, la neve è così ghiacciata e il ghiaccio è così liscio che anche il freno motore blocca le ruote. In questi casi, se si viaggia in piano e non si ha necessità di arrestarsi ma soltanto di schivare un ostacolo, i maestri del volante insegnano a premere il pedale della frizione per far correre le ruote il più possibile, evitandone il bloccaggio e mantenendo la direzionalità.

CINTURE, AIRBAG...
Chi pensa che la presenza dell'airbag sia già sufficiente a garantire incolumità incorre poi in un errore ancora più grande: innanzitutto perché l'airbag funziona soltanto se ci si trova nella posizione corretta, ben seduti, diritti sul sedile e ben allacciati alle cinture. L'apertura dell'airbag è una vera e propria microesplosione che non crea problemi se ci si trova alla distanza corretta da dove il pallone è contenuto, ma che può anche provocare lesioni se ci si trova troppo vicino al punto di apertura.
Poi, perché l'airbag serve soltanto a riparare il corpo, e soprattutto il viso, dall'urto contro il volante che le cinture non riescono a evitare negli urti più violenti.
L'airbag si gonfia soltanto nel caso di impatti particolarmente violenti, mentre le cinture proteggono anche nel caso di incidenti meno cruenti ma in cui ci si possono procurare ferite anche non lievi.
Sarebbe sufficiente organizzare visite ai centri prova delle Case automobilistiche per convincere tutti a utilizzare le cinture di sicurezza. Uno schianto a 50 chilometri l'ora, la velocità a cui si procede in città, ha effetti devastanti sull'auto e sulla sua struttura e l'importanza della cintura è evidente. Paragonando la violenza di un impatto contro un ostacolo fisso con una caduta dall'alto, la tabella qui sotto rende evidente quanto pericolo si corre senza essere legati.
A 50 km/h, è come cadere da 10 metri, più o meno come buttarsi dalla finestra del terzo piano di un palazzo.

Velocità Impatto 50 60 70 80 90
Caduta da Metri 10 14 20 25 32

Senza contare che viaggiare senza cintura comporta poi rischi di altra natura, assicurativi e sanzionatori.
L'assicurazione può non pagare, in toto o in parte, i danni ricevuti da un automobilista coinvolto in un incidente se dimostra che questi al momento dell'incidente non faceva uso di cintura.
Sono esentati da tale obbligo (oltre alle forze dell'ordine, ai Vigili del Fuoco, ai tassisti, agli istruttori di guida) le persone che, sulla base di una certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle competenti autorità sanitarie di altro Stato membro della Comunità Europea, risultano affette da patologie particolari che costituiscono controindicazione specifica all'uso delle cinture di sicurezza e le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture di sicurezza.
Anche i più giovani devono essere adeguatamente protetti. Ragazzi e bambini di età inferiore ai dodici anni alti meno di un metro e 50 centimetri devono essere trattenuti da un sistema di ritenuta, adeguato alla loro statura e al loro peso. I bambini di età inferiore ai tre anni che occupano i sedili posteriori possono non essere trattenuti da un sistema di ritenuta se sono trasportati in un veicolo in cui tale sistema non sia disponibile, purché&Mac226; siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ai sedici anni.
Sulle auto dotate di airbag anche per il posto del passeggero, si eviti assolutamente di montare il sedilino per il bambino su quel sedile, a meno che l'airbag non sia disinseribile: la violenza dell'esplosione dell'airbag potrebbe causare danni seri al bambino.


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